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Alimentazione e abitudini

Sonno e alimentazione: perché dormire bene è importante

Dormire poco può influenzare l'appetito e le scelte alimentari. Scopri perché il sonno è importante per la salute e quali abitudini possono favorire un riposo migliore.

Dott.ssa Chiara Di Iullo
15 luglio 2026|5 min di lettura

Quando si parla di alimentazione e benessere, l’attenzione si concentra spesso su cosa mangiamo e su quanto ci muoviamo. Eppure, c’è un altro aspetto che merita attenzione: la qualità e la quantità del sonno.

Dormire bene non serve soltanto a sentirsi riposati il giorno successivo. Il sonno è coinvolto in numerosi processi fisiologici, tra cui la regolazione del metabolismo, dell’appetito e delle funzioni cognitive.

Per questo motivo, prendersi cura del proprio riposo è parte integrante di uno stile di vita sano.

Cosa succede all’appetito quando dormiamo poco?

Dopo una notte di sonno insufficiente, può capitare di avvertire più fame del solito, desiderare alimenti particolarmente appetibili o avere maggiori difficoltà nella gestione delle proprie scelte alimentari.

Non si tratta necessariamente di una mancanza di volontà.

Diversi studi hanno osservato che una durata insufficiente del sonno può influenzare l’assunzione alimentare e i meccanismi coinvolti nella regolazione dell’appetito.

In particolare, alcune ricerche sperimentali hanno riscontrato un aumento medio dell’assunzione energetica nelle persone sottoposte a restrizione del sonno.

I risultati, tuttavia, non sono sempre uniformi: alcune persone possono percepire maggiore fame o modificare le proprie scelte alimentari, mentre altre non manifestano cambiamenti evidenti.

Non è quindi corretto affermare che dormire poco provochi necessariamente un aumento della fame o del desiderio di dolci.

Anche la stanchezza può influenzare le abitudini quotidiane, rendendo più difficile dedicare tempo e attenzione alla preparazione dei pasti.

Igiene del sonno: quali abitudini possono aiutare?

Con l’espressione igiene del sonno si intende l’insieme delle abitudini e delle condizioni ambientali che possono favorire un riposo adeguato.

Non esiste una routine perfetta valida per tutti, ma alcuni accorgimenti sono comunemente raccomandati per promuovere un sonno regolare:

Per gli adulti tra i 18 e i 60 anni, le raccomandazioni generali indicano almeno 7 ore di sonno per notte. 

È importante considerare anche la qualità del riposo: trascorrere molte ore a letto non significa necessariamente dormire bene.

Anche l’alimentazione può influenzare il riposo?

La relazione tra sonno e alimentazione è bidirezionale: dormire poco può influenzare il comportamento alimentare, ma anche alcune abitudini a tavola possono incidere sul riposo.

Ad esempio, pasti particolarmente abbondanti consumati poco prima di coricarsi possono provocare fastidio e rendere più difficile addormentarsi, soprattutto nelle persone che soffrono di reflusso gastroesofageo.

Anche l’alcol, pur potendo favorire inizialmente la sonnolenza, può compromettere la continuità e la qualità del sonno.

Questo non significa che sia necessario cenare sempre molto presto.

È più utile osservare se esiste una relazione tra le proprie abitudini serali e la qualità del riposo, individuando eventuali modifiche compatibili con la quotidianità.

Cosa fare dopo una notte in cui abbiamo dormito male?

Dopo aver riposato poco, possiamo sentirci più stanchi, irritabili o affamati. In queste giornate, cercare di compensare con restrizioni alimentari o regole particolarmente severe rischia di rendere ancora più difficile la gestione dell’alimentazione.

Può essere più utile mantenere una certa regolarità nei pasti, scegliere preparazioni semplici e prestare attenzione ai propri segnali di fame, senza giudicarli.

Allo stesso tempo, è importante evitare di attribuire automaticamente ogni cambiamento dell’appetito al sonno: entrano in gioco anche lo stress, l’attività fisica, le abitudini personali e numerosi altri fattori.

Una notte di sonno insufficiente non compromette da sola un percorso alimentare. È più utile osservare le proprie abitudini nel tempo, senza cercare di compensare ogni giornata difficile.

Quando l’igiene del sonno non basta

Le indicazioni di igiene del sonno possono essere utili per promuovere abitudini favorevoli al riposo, ma non rappresentano, da sole, un trattamento adeguato per l’insonnia cronica.

Le linee guida dell’American Academy of Sleep Medicine raccomandano, come trattamento di prima scelta per l’insonnia cronica negli adulti, la terapia cognitivo-comportamentale specifica per l’insonnia (CBT-I).

Se le difficoltà ad addormentarsi, i risvegli frequenti o la sonnolenza durante il giorno persistono, è quindi importante rivolgersi al proprio medico per individuare le possibili cause e valutare gli interventi più appropriati.

Dormire bene fa parte del benessere

Prendersi cura dell’alimentazione significa considerare anche ciò che accade al di fuori della tavola.

Un sonno adeguato contribuisce alla salute fisica e mentale e può favorire il mantenimento di abitudini alimentari regolari nel tempo.

Non occorre inseguire una routine perfetta: spesso è più utile individuare piccoli cambiamenti sostenibili, compatibili con i propri ritmi quotidiani.

Il sonno non dovrebbe essere considerato soltanto uno strumento per controllare il peso, ma una componente fondamentale della salute e del benessere generale.


Bibliografia

  1. Wang X. et al. (2019). Effects of sleep restriction on metabolism-related parameters in healthy adults: A comprehensive review and meta-analysis of randomized controlled trials. Sleep Medicine Reviews. Consulta lo studio su PubMed.
  2. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). About Sleep. Raccomandazioni sulla durata del sonno e indicazioni per un riposo adeguato. Consulta la pagina ufficiale.
  3. Stutz J. et al. (2019). Effects of Evening Exercise on Sleep in Healthy Participants: A Systematic Review and Meta-Analysis. Sports Medicine. Consulta lo studio su PubMed.
  4. Edinger J.D. et al. (2021). Behavioral and psychological treatments for chronic insomnia disorder in adults: an American Academy of Sleep Medicine clinical practice guideline. Journal of Clinical Sleep Medicine. Consulta le linee guida su PubMed.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione personalizzata. In presenza di sintomi persistenti, rivolgiti al tuo medico.

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Chiara Di Iullo

Biologa nutrizionista iscritta all’Ordine dei Biologi del Lazio e dell’Abruzzo. Ricevo ad Ardea e a Roma Sud.

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